La stanza delle impressioni

La Quarta Via - Tavola degli idrogeni
Ciò che non ci ha permesso di essere quello per cui siamo stati creati è stato l’abbandono.
Ogni essere vivente su questo pianeta sviluppa meccanicamente le proprie capacità, obbedendo a leggi fisiche. Questo vale anche per l’uomo, ma all’uomo non basta. L’essere umano è l’unica forma di vita che viene abbandonata dalla natura, perché è l’unica forma di vita a cui non è sufficiente il semplice sviluppo della realtà biologica.
La natura può sviluppare solo l’arnia fisica nella quale l’essere umano vive la sua vita. Lo sviluppo dei fattori che rendono l’essere umano differente dagli animali – le qualità intellettuali, emozionali e psicologiche – viene affidato, invece, alla condizione sociale che incontra al momento della nascita.
Le istituzioni statali, le scuole, gli asili, le università, le chiese dovrebbero dunque essere i luoghi preposti all’interno della nostra società allo sviluppo di questi poteri intellettuali ed emozionali.
Se guardiamo attentamente questi luoghi, ideati per l’attivazione di queste facoltà, e se osserviamo quello che riceviamo in questi ambienti, possiamo renderci conto della quantità di informazioni e di indottrinamento che ne ricaviamo, e capire perché affermiamo che il problema dell’uomo è l’abbandono.
Questi luoghi producono esseri umani a misura della società, li addestrano perché vadano a ricoprire cariche più o meno importanti, istruendoli sulle leggi emanate dai governi. In questi luoghi nessuno si è mai occupato di noi, dei nostri bisogni, della nostra essenza, e soprattutto di quello che avrebbe dovuto essere il nostro destino.

Il destino che seguiamo, infatti, non è quello individuale, ma è quello generale dell’umanità. I nostri genitori ci hanno allevato dandoci esattamente le stesse cose che erano state date a loro; non perché avessero verificato che queste cose fossero giuste, ma semplicemente perché, come noi, le avevano trovate.
Siamo stati abbandonati dalla natura e, nella società, non abbiamo incontrato nessuno in grado di sviluppare le nostre qualità. Il nostro sviluppo interiore è stato interrotto, quindi impedito, proprio da quello di cui andiamo più fieri, e che crediamo di possedere: l’educazione.
Nel sistema della Quarta Via l’educazione è espressa e concepita attraverso una sola parola: programmazione.
Uno dei primi punti che vengono presi in considerazione nel sistema della Quarta Via è proprio questo fattore. Lo studio parte, infatti, dall’osservazione di come avviene la programmazione, di come è avvenuta in noi, e dallo studio della macchina umana, delle sue funzioni.
La programmazione che ci è stata data non ci ha permesso di adoperare la nostra macchina correttamente, ci ha portato ad usare i nostri centri (centro motorio, centro istintivo, centro intellettuale, centro emozionale) in una maniera del tutto inappropriata, totalmente distante dal progetto originario.
Va da sé che l’uso improprio delle funzioni è incompatibile con l’idea di anima. Un essere umano che non riesce a usare la propria macchina, che è totalmente preda di influenze esterne e succube di ciò che la macchina decide di fare, un essere umano a cui non è stato insegnato a dominare e controllare le proprie funzioni, non può in alcun modo essere depositario di un organo così raffinato quale è un’anima immortale.

Insieme all’uso scorretto della macchina, la programmazione ha permesso che si formasse in noi un’escrescenza in cui risiedono tutte le convinzioni, le credenze, le idee che ci sono state inculcate, tutte le leggi che siamo tenuti a rispettare, la morale, le norme di vita, di sopravvivenza. Un’escrescenza che non ha nulla a che vedere con noi, con il nostro destino, ma che chiamiamo con il nostro nome: la falsa personalità.
La falsa personalità è ciò che ci fa credere di essere dove non siamo, di essere chi non siamo. È ciò che fa apparire quello in cui viviamo come un mondo tutto sommato normale, in cui esistono la bontà e la bellezza. Che ci fa ricercare la felicità per tutta la vita, che ci porta a identificarla con degli obiettivi immaginari: un lavoro ben pagato, un figlio, un compagno, una casa di proprietà.
È ciò che costringe gli esseri umani a mentire a se stessi, a vivere in un perenne stato di emozione negativa, a mettere a tacere ogni domanda sulla propria condizione. Se gli esseri umani potessero vedere il mondo in cui si trovano per quello che realmente è, si renderebbero conto di trovarsi in una condizione tutt’altro che piacevole. Eppure, grazie alla falsa personalità, gli individui sviluppano da subito degli anticorpi, degli ammortizzatori, che danno loro la possibilità di negare la realtà di questa condizione. Nel sistema, questi anticorpi sono chiamati respingenti.
La falsa personalità porta gli esseri umani alla convinzione di essere uomini completi, individui perfetti, dotati di un’anima immortale. Li porta ad avere una convinzione del genere, e a non domandarsi quali dovrebbero essere gli effetti di un fattore intellettuale ed emozionale così sopraffino.

Nella Quarta Via, un individuo dotato di un’anima è un uomo che ha smantellato la propria falsa personalità, che ha iniziato a vedere il mondo reale, che ha sviluppato la capacità di utilizzare le funzioni della propria macchina nella maniera corretta. È un individuo che si è reso conto di essere addormentato, e che ha lavorato per cambiare la propria condizione.
Nella Quarta Via, un individuo dotato di un’anima ha smesso di essere un semplice essere umano, ed è diventato un Uomo.

La Quarta Via - Enneagramma

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