I Maestri della Quarta Via

La quarta via: Ouspensky

Circa duemila anni fa, Gesù pronunciava queste parole ai suoi discepoli: “Se farete ciò che io vi dico di fare, farete miracoli ancora più grandi dei miei”.
Millenovecento anni dopo un discepolo, Peter Demianovitch Ouspensky, studente della Scuola di Georges Ivanovich Gurdjieff, scrive quello che è considerato il testo miliare dell’insegnamento della Quarta Via: Frammenti di un insegnamento sconosciuto.
Pubblicato nel 1949, dopo la sua morte, il libro fu consegnato dalla moglie al Signor Gurdjieff, il quale lo lesse e diede pieno consenso alla sua pubblicazione, suggerendo il titolo: “Fragments of an Unknown Teaching”.
Il suo titolo originario, scelto dal suo autore, era “In Search of the Miraculous” ossia “In cerca del Miracoloso”.
Spinto da questa ricerca del miracoloso, Ouspensky è destinato a conoscere Gurdjieff, ad entrare in contatto con il Sistema della Quarta Via e ad avere il compito di divulgare, come mai era stato precedentemente fatto, le idee, la tecnica, la sostanza di questo insegnamento.
Egli, attraverso Gurdjieff, ha compiuto un miracolo grande come quello del suo maestro.
Attraverso Ouspensky e ciò che egli ha estrapolato dal personaggio di Gurdjieff, noi possiamo avere il concentrato, l’essenza pura del Sistema chiamato Quarta Via.
Tanti altri hanno “ragionevolmente” scritto, opinato, spiegato su questo Sistema e confezionato racconti sui loro Maestri ma nessuno di loro ha avuto il coraggio di essere il Sistema, di tracciare una via. Questi allievi, dopo la morte dei loro Maestri, hanno vissuto nel ricordo ma probabilmente non possedevano un adeguato livello di essere tale da permettere loro di poter continuare, da soli, il proprio lavoro evolutivo; per questo sono considerati, da chi realmente conosce il Sistema, solo parzialmente attendibili.

Ouspensky ha avuto l’anima per scandagliare quest’insegnamento, che è divenuto per lui lo scopo essenziale di tutta la sua vita. Solo Ouspensky ha avuto l’intenzione, la volontà e la forza di rendere attivo quest’insegnamento attraverso la “miracolosa” opera di divulgazione alla quale è stato destinato. Opera che è giunta fino a noi.

Dopo la stesura di Frammenti di un insegnamento sconosciuto, che rappresenta la possibilità di condividere con le generazioni future l’esperienza dell’incontro avuto con il suo Maestro G. I. Gurdjieff, Ouspensky parla lui stesso del Sistema attraverso il libro “La Quarta Via”; un libro assolutamente innovativo per quegli anni.
Attraverso i suoi scritti noi possiamo comprendere Gurdjieff, e le sue opere, ed avvicinarci ad un linguaggio esoterico contenuto in tutti i testi coscienti che ci sono stati tramandati.
Ma come ogni cosa, il linguaggio del Sistema può essere riconosciuto solo da chi, realmente, è entrato in contatto con esso attraverso una Scuola.
Scuole di questo genere sono possibili, anche al livello ordinario di vita terrestre; come qualsiasi altra scuola: di musica, di pittura, di danza ecc.
Un essere umano, interessato alla propria ricerca evolutiva, per arrivare non solo ad incontrare ma anche a sposare quest’insegnamento, dovrà necessariamente rinunciare all’immaginazione riguardo all’idea di Scuola e, quindi, al sogno che Scuole di ordine superiore debbano per forza avere caratteristiche non terrene.
“…Capivo così che i sogni sono uno dei più grandi ostacoli ad un nostro eventuale cammino verso il miracoloso”. Questo affermava Ouspensky in merito alle idee di Scuola.
Ora, oltre al termine di Scuola, va intuito anche cosa si intende per “miracoloso”.

La quarta via: Gurdjieff

Sappiamo tutti di non poter avere una risposta precisa. La nostra programmazione, ossia quello che ci hanno insegnato a credere, non ci permette di definire un miracolo; quindi dobbiamo ammettere che ciò che non è definibile non è conosciuto.
O ancora, definendolo più obiettivamente, un miracolo è la manifestazione di certe leggi ignorate dagli uomini o raramente conosciute. Un miracolo è la manifestazione, in questo mondo, di leggi di un altro mondo.
Queste leggi, essendo leggi, possono essere scoperte, conosciute, osservate, studiate, verificate.
Spogliando l’idea di miracoloso da tutti i significati mistici, spirituali e religiosi che siamo abituati ad associare a questa parola e riducendolo, quindi espandendolo, ad un significato cosmologico scientificamente possibile, ci troviamo di fronte a qualcosa che, potendo essere osservato può anche essere, se praticato attraverso le regole delle sue leggi, attuato. Quindi compiuto.
Un uomo di conoscenza può aver sviluppato la capacità di estrarre da una materia più pesante quegli elementi sottili che in essa sono contenuti, usandoli per creare differenti stati di consapevolezza.
I miracoli di cui Cristo parla ai suoi discepoli si nutrono di questa idea.
Il Sistema è l’origine di quest’idea di miracoloso.
Gurdijeff è riuscito ad entrare in contatto con quest’insegnamento che, nei millenni, ha cambiato il suo linguaggio ma non la sua essenza.
Ogni Scuola della Quarta Via ha tracciato e traccia la sua via, ha sperimentato e continua a sperimentare metodi singolari ossia diversi dalle Scuole precedentemente esistite. Ogni Scuola, derivante dalla tradizione delle Scuole antiche, ha la sua peculiarità pur mantenendo sempre, con esse, il medesimo scopo.

Questa trasmissione, essendo possibile solo oralmente, ha dovuto alimentarsi di linguaggi diversi a seconda delle epoche, degli usi, delle esigenze degli esseri umani.
Il linguaggio di Cristo a tratti ci appare chiaro ma il suo significato rimane segreto, nascosto alla maggioranza degli esseri umani.
Attraverso il contatto, il collegamento oggettivo con il Sistema, si può riportare in vita l’essenza dell’insegnamento di personaggi come Cristo, Gurdjieff e Ouspensky.
Pensiamo di comprendere ciò che leggiamo ma i loro scritti hanno in sé una sostanza che rimane sconosciuta a chiunque non sia entrato in contatto con una Scuola, a chiunque non abbia avuto la fortuna e l’esigenza di farsi guidare nell’apprendimento di quest’insegnamento.
Le opere di Gurdjieff non possono essere utili all’umanità ma solo ad un cerchio ristretto di uomini. Il cerchio interno dell’umanità.
Incontri con uomini straordinari, Racconti di Belzebù, il Nunzio del bene venturo sono testi incomprensibili, o solo fantasticamente interpretabili, per chi crede di poter approcciare alla Quarta Via solo attraverso letture ed evoluzione stile fai da te.
Gurdjieff, ossia il personaggio che lui aveva scelto di mettere in scena, non si è preoccupato di lasciare in eredità il Sistema ad un lettore occasionale.
Questo, anche per lui, lo ha compiuto un suo discepolo e cioè Ouspensky.
Quest’uomo ha creato la condizione affinché l’insegnamento della Quarta Via potesse proseguire il suo tracciato all’interno dell’evoluzione umana.
Il Sistema è la Via maestra.
I loro ruoli, di Gurdijeff e di Ouspensky, apparentemente diversi, sono collegati ad un medesimo destino, riservato a pochissimi.

Ripercorrendo le tracce e la loro storia, possiamo dire che questi due esseri coscienti siano stati maestri e discepoli l’uno dell’altro.
I loro ruoli, immersi in questa visione, si definiscono e si perdono al tempo stesso.
Entrambi, in tutto il loro lavoro di Scuola, hanno cercato in ogni modo di abbattere la programmazione attraverso la quale prende vita il centro formatorio e quindi la falsa personalità.
Gurdijeff ha reso pratico questo lavoro attraverso danze, esercizi,commercio, viaggi…; Ouspensky attraverso la parola, attraverso il Verbo. Ogni sua risposta è mirata a creare uno choc nell’interlocutore.
Il segreto delle sue parole sembra apparire chiaro anche ai miscredenti o ai novelli appassionati di ricerche intellettuali ma la grande trappola, tesa da Ouspensky, è stata proprio questa.
Apparentemente sembra aver messo ragionevolmente insieme delle parole, delle domande e delle risposte ma il Sistema non è interpretabile con i metodi, i mezzi, i punti di vista ordinari e così il vero significato delle sue parole è contenuto, nascosto, riservato solamente a chi sceglie di seguire il tracciato vero che questa Via richiede. Uno studente della Quarta Via comincia ad intuire, nel tempo, che le risposte di Ouspensky non corrispondono mai al livello di essere dell’interlocutore che ha posto una domanda.
Quello di Ouspensky, è visibilmente un livello superiore. Le sue risposte rappresentano il correttivo al punto di vista di chi pone la domanda; punto di vista che esprime in sé tutte le idee errate che l’interlocutore si è formato riguardo al Sistema.
Una delle condizioni essenziali, fondamentali, richieste ad uno studente della Quarta Via, è la partecipazione attiva ad un lavoro organizzato di Scuola.

Organizzato, nel senso che è guidato da un’influenza cosciente; l’unica attraverso la quale questo Sistema e le sue leggi, quali per esempio La Legge del Tre e la Legge del Sette, possono manifestarsi e quindi essere verificate da chi ne entra in contatto. Non chiunque può farti osservare le leggi e creare ottave in continua trasformazione ascendente.
La spiegazione intellettuale delle leggi e delle loro manifestazioni non solo è insufficiente ma anche fuorviante. A tal proposito, Ouspensky ribadisce continuamente che questo Sistema non è intellettuale ma pratico. Che non può essere appreso da un libro, partecipando ad una conferenza o attraverso un punto di vista ordinario. Senza questo processo, senza seguire questo Iter evolutivo, nulla di questo Sistema può essere compreso nella maniera utile e corretta.
Altra condizione essenziale, che conduce alla sottomissione ad un lavoro organizzato di Scuola, è la realizzazione, l’osservazione diretta del sonno nel quale sopravvive e muore l’essere umano.
Quest’osservazione può essere stimolata attraverso condizioni rese emozionali per mezzo di un lavoro guidato; a livello intellettuale questa realizzazione, o consapevolezza, non è possibile. Nel sonno nulla è possibile per noi, se non ciò che meccanicamente “siamo mossi” a fare.
La nostra falsa personalità ed il nostro ritratto immaginario, attraverso i quali approcciamo all’idea di ricerca e di desiderio di lavoro interiore, non potranno essere utili alla nostra evoluzione ed è per questo che devono essere smascherati e resi inoffensivi. Senza questa “disinfestazione” non c’è spiritualità.
Il bisogno di ricerca, quando è vero, deriva da un desiderio essenziale che risiede dentro di noi e che nel tempo forma il nostro centro magnetico ma chiunque deve fare i conti con la propria programmazione e il sonno nel quale vive.

Cristo, Gurdijeff ed Ouspensky (come altri esseri coscienti) hanno cominciato da qui.
Dal proprio sonno.
Attraverso la programmazione coltiviamo idee che ci fanno pacatamente vivere in un sogno, in un’immaginazione, in un’idea fantastica di speranza che non ci permette di essere vivi e soprattutto non ci consente di essere noi stessi.
Come fa un morto a vedere? Un cieco a scegliere?
Noi siamo ciechi ma pensiamo di vedere.
Lo smantellamento del centro formatorio è l’opera che unisce un Maestro al suo discepolo.
Un falso maestro non disturberà mai la falsa personalità, anzi tenderà a stimolarla e ad entusiasmarla usando “apparenti” nuove idee.
Un vero Maestro non potrà mai offrirti la possibilità di carpire informazioni come sei meccanicamente abituato a fare.
Un Maestro si occupa di risanare il terreno, nel quale sarà gettato il seme che condurrà il discepolo verso la comprensione del Sistema e verso la consapevolezza di se stesso.
Gli esoteristi, contemporanei di Gurdjieff, lo hanno accusato di essere un ciarlatano, affermando che il Sistema era una sua invenzione.
Gurdjieff ha inventato un nuovo linguaggio, non il Sistema, e Ouspensky ne ha trasmesso l’essenza, la tecnica.
Insieme ai testi Frammenti di un insegnamento sconosciuto e La Quarta Via, frutto di un vero lavoro di Scuola è il libro “Le Influenze celesti” di Rodney Collin.
Discepolo di Ouspensky, Collin seguì il consiglio datogli dal suo Maestro e cercò di trasmettere la conoscenza del Sistema attraverso un principio più moderno, parlando delle leggi che governano l’universo e l’uomo; riconducendo continuamente, costantemente, l’universo all’uomo e l’uomo all’universo. Qui, la formula di Ermete Trimegisto: “Così in alto come in basso”, sembra prendere oggettivamente vita.

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